PERFETTI SCONOSCIUTI

 

Regia: Paolo Genovese

Attori: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Edoardo Leo, Giuseppe Battiston, Alba Rohrwacher.

Trama. Ecco quello che può accadere se durante una cena si accetta di fare un gioco all’apparenza innocente: lasciare sul tavolo il proprio cellulare e rendere pubblici messaggi e telefonate in arrivo …con conseguenze inaspettate.

Mi ha fatto veramente piacere vedere la sala piena per un film totalmente italiano di cui consiglio vivamente la visione: Perfetti Sconosciuti.

Ultimamente il cinema italiano, che prima si distingueva per filmetti dalle battute stupide e volgari, si sta prendendo la sua rivincita poiché emergono registi capaci di ricreare situazioni tuttaltro che superficiali, prendendo spunto dalla realtà attuale e dai recenti fatti di cronaca, come appunto il film che vi propongo, non per niente con un cast di eccezione, il quale può sembrare leggero per l’incalzare di battute ironiche e divertenti, invece ci spinge a riflettere circa l’impatto che ha avuto e avrà sempre più la presenza costante del cellulare nella nostra vita, su come sia cambiato il modo di comunicare tra le persone e come questo possa influire sui nostri sentimenti e sulle nostre scelte.

Mi ha colpito la frase della locandina che riassume in poche righe il contenuto del film: “ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta”. In effetti è vero, il cellulare è come una “scatola nera”, lo dice anche un attore nel film, tutti siamo esposti a possibili minacce che possono arrivare inaspettate anche se pensiamo di non aver nulla da nascondere: un messaggio ingenuo, una parola di troppo, una critica che per noi non ha significato, se resi pubblici, possono far emergere contrasti sopiti mentre alcuni pensieri che teniamo nascosti per il quieto vivere, possono altresì sconvolgere le dinamiche familiari; se poi si tratta davvero di segreti della sfera privata o addirittura di amanti, ci sarà sicuramente un esito nefasto. Magari proprio quei teneri piccioncini, che inizialmente sembravano i più affiatati tra le coppie di amici, hanno il segreto più grande da nascondere.

Il bello è che nelle scene finali il regista immagina che questo gioco non sia mai stato fatto e ci mostra la realtà idilliaca ma falsata di queste giovani coppie “innamorate” con i loro scheletri nell’armadio… Certo in un film si preferisce sempre il lieto fine, lo spettatore tira un sospiro di sollievo: la facciata è salva, l’incubo è passato! Poi però si domanda in cuor suo cosa sarebbe meglio: una verità scomoda da affrontare, la fine di un amore che si pensava eterno, conoscere i veri sentimenti di chi ci è vicino ed i pensieri dei nostri più cari amici oppure barcamenarsi tra una bugia ed una mezza verità: come un personaggio pirandelliano scegliamo, a seconda della situazione, la parte da mostrare al pubblico e quella da tenere per noi visto che portare alla luce ogni pensiero e desiderio sarebbe deleterio (del resto questo lo affermava anche Freud!).

Forse è una considerazione alquanto soggettiva perché c’è chi non può fare a meno delle piccole o grandi bugie per movimentare la propria esistenza e chi invece vorrebbe dire la verità a tutti i costi ma essere troppo trasparenti può ledere la necessaria diplomazia che richiede la società ed il rapporto con gli altri. Ognuno ha le sue regole morali ma ci sono dei confini che sarebbe meglio non oltrepassare!

E’ assolutamente normale avere una parte segreta da conservare nel proprio cuore …cerchiamo solo di non trasferirla tutta nel cellulare!!

 

 

 

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