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Ricette Secondi

Coniglio in tecia

Il coniglio in tecia significa in tegame, vale a dire che viene fatto in umido. Io preferisco farlo in pentola anticipatamente e poi successivamente dargli una ripassata in forno in modo che risulti appena più colorito in superficie ma sempre morbidissimo dentro.

Coniglio in “tecia”

è un piatto caratteristico regionale che faceva sempre mia nonna, friulana, le volte che andavamo a trovarla, il tipico piatto della domenica.

E’ un piatto sia del Veneto che del Friuli Venezia Giulia nel senso che accomuna le due regioni; la base è la stessa ma in Friuli tendono ad arricchirlo con più sapori e usano molto ingredienti grassi ovunque come burro, lardo e pancetta. In ogni modo, se metterete le spezie giuste, verrà bene anche nella versione light! Io preferisco la ricetta della nonna visto che è un caratteristico piatto della domenica: quando lo faccio voglio che abbia tutti i sapori della mia infanzia…la dieta lasciamola al lunedì.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1kg o poco più di coniglio tagliato in parti
  • 1 bicchiere di aceto
  • una cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • spezie: salvia, rosmarino, timo o anche prezzemolo, basilico, alloro…
  • alcune fette di lardo e pancetta
  • 1/2 bicchiere d’olio evo
  • un bel pezzo di burro
  • 1-2 cucchiai di capperi
  • vino bianco secco
  • acqua, sale e pepe q.b

Preparazione

Fatevi tagliare un bel coniglio morbido, almeno in 8-10 pezzi, dal vostro macellaio di fiducia; nel caso si tratti di un coniglio selvatico (al giorno d’oggi caso raro…) lasciatelo in infusione 2 giorni altrimenti basterà una mezza giornata o dalla sera prima: immergete totalmente i pezzi in acqua con l’aceto, cipolla, aglio tagliato a metà, salvia, rosmarino e altri odori vari.

Trascorso questo tempo si tolgono i pezzi di coniglio dalla fusione tenendo da parte il fegato e filtrando tutto il liquido.

Nella pentola mettete l’olio e una noce abbondante di burro, l’aglio e la cipolla della fusione ma spezzettati più finemente, il lardo e la pancetta.

Appena si è sciolto il burro aggiungete il coniglio e fatelo rosolare da tutti i lati finché non prende colore; sfumate il tutto con il vino bianco e versate anche l’acqua filtrata fin quasi a coprirlo.

Aggiustate di sale e pepe e lasciate cuocere almeno 2 ore, se l’animale supera il chilo potrebbero volerci anche 3 ore ma potete decidere di completare la cottura in forno, come faccio io, per l’ultima mezz’ora. Aspettate comunque che l’acqua sia quasi assorbita lasciando il posto ad un saporito sughino.

Se deciderete di continuare in forno prelevate i pezzi di coniglio e metteteli in una pirofila più larga con un po’ di liquido di cottura alla base; lasciate cuocere per una mezz’ora a 180° eventualmente aggiungendo patate di contorno o quant’altro. Nella ricetta veneta di solito lo accompagnano alla polenta.

Prima che si concluda la cottura però ci vuole un tocco segreto: preparate una salsina fatta con il fegato del coniglio tagliuzzato e mescolato ai capperi, ripassato in un pentolino 15 minuti con una noce di burro e, se volete, tritato ulteriormente dopo cottura. Quando mancano 10 minuti al termine  mescolate tale salsina al coniglio rigirandolo nella teglia; regolatevi in modo che il liquido nell’insieme non sia rappreso del tutto, eventualmente aggiungetevi ulteriore acqua calda o vino in modo tale che rimanga gustoso e morbido.

Una volta impiattato andrà appunto inumidito e insaporito con una bella cucchiaiata di condimento.

Ricetta suggerita per il programma “Heritage” di Aifb, per conoscere le regioni d’Italia da tutti i punti di vista.

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