Riflessioni simil-filosofiche sul Coronavirus

Vi scrivo dal Piemonte, in questa settimana abbiamo provato il clima apocalittico dovuto alle restrizioni imposte e anche se qui è certo meglio che nelle cosiddette zone rosse, tutto questo ci ha messo a dura prova, viviamo nell’incertezza perché si tratta di una situazione nuova che i media fanno fatica a gestire, i politici decidono ascoltando gli esperti del settore ma anche i vari virologi sono di pareri controversi. Poi ci si stupisce dell’assalto ai supermercati e la frase che sento più spesso è “ma sono tutti impazziti”? Il più delle volte lo dicono dopo essere stati anch’essi a far mambassa al super… rischiando il contagio!

Il “non si sa mai” brulica nella nostra testa e ci fa immaginare scenari di isolamento e se la mascherina è introvabile così come i disinfettanti ci si chiede se potremmo almeno uscire di casa. Meglio morire con la pancia piena…se dovrò stare in casa almeno fatemi prendere il necessario per la sopravvivenza! Sinceramente la trovo una normale reazione psicologica a ciò che abbiamo visto finora: nelle zone delimitate per evitare ulteriori contagi la gente può andare al supermercato ma con la mascherina che, almeno inizialmente, ci avevano detto essere indicata solo per chi è infetto ma ora viene fuori che anche gli asintomatici possono essere positivi al virus…quindi una domanda sorge spontanea: anche se sto bene magari sono positiva e gli altri idem; ok, mi vogliono tranquillizzare dicendomi che si tratta di una simil-influenza molto contagiosa ma che guarisce nel 95% dei casi e probabilmente ci faremo presto gli anticorpi ma sono sicura di avere una difesa immunologica adeguata? E’ più pericolosa per chi non ha fatto il vaccino e ha cardiopatie o problematiche pregresse…e guarda caso quest’anno il vaccino non l’ho fatto, proprio io che mi farei il vaccino per qualsiasi cosa, poiché l’anno scorso mi sono bastati i probiotici per non ammalarmi; se si è ipertesi è altrettanto pericolosa? Sul sito del Ministero c’è scritto cardiopatici ed ipertesi…insomma qualche ansia mi viene. Nel dubbio mi carico di vitamine ed integratori, mangio frutta e verdura come non mai…anche se da golosa cerco di giustificare pure i dolci.

Lo diceva già mio padre che la natura si autoregola e che ogni tot di anni si “ribella” con terremoti, inondazioni, incendi ed epidemie, appunto; del resto se non la trattiamo bene e non la rispettiamo ci ritorna tutto addosso. Ormai l’elenco è al completo, manca solo lo sbarco degli extra-terrestri ed il meteorite; aggiungiamo anche le guerre e gli atti terroristici che si potrebbero evitare, visto che sono decisi dall’uomo, ma il virus dell’ignoranza è il più letale. Se andassimo tutti d’accordo troveremmo sempre una soluzione invece c’è sempre una scusa per odiarsi. Guardando il lato positivo trovo che sia meglio una malattia per cui possiamo lottare insieme per contrastarla piuttosto delle imprese scellerate dei terroristi. Purtroppo tra esseri umani non va così: basti pensare al pullman in Ucraina assalito perché stava portando delle persone contagiate in ospedale…non solo ti ammali e non puoi andare a curarti ma vogliono pure ucciderti! Come nel Decamerone… siamo proprio ritornati al Medioevo! Anche ad Ischia la stessa scena solo che erano turisti dal nord già controllati. Capisco che la signora si è agitata per paura di essere contagiata ma se ci dicono che solo le persone con sintomi o anziane, più deboli, devono starsene in quarantena, se aveva timore, poteva starsene a casa sua che tanto quest’estate voglio vedere chi va al mare da quelle parti… Bisogna pensare alle conseguenze delle nostre azioni e sicuramente il fattore economico è quello che ne risente di più. Si spera che in poco tempo si ritorni alla normalità ma ci sarà comunque uno strascico di conseguenze positive o negative per quanto si cerchi di sdrammatizzare ed alleggerire la situazione con l’ironia.

Ieri ho sentito parlare il filosofo Umberto Galimberti che mi trova pienamente d’accordo: il virus non può dare una “prova di civiltà” se le persone non si comportano civilmente di consueto perché nella scuola non vi deve essere solo istruzione ma anche educazione cioè va bene il passaggio del sapere ma questo deve essere gestito dall’educazione dei sentimenti, bisogna conoscere il limite delle nostre azioni per non fare del male agli altri; non dobbiamo pensare che dare un cellulare ad un bambino voglia dire renderlo autonomo, bisogna insegnargli il rispetto con le parole e i fatti, gli antichi greci su questo erano imbattibili e la filosofia mi è sempre piaciuta perché porta a pensare ai grandi quesiti, non credevo tornasse utile anche nella vita quotidiana moderna…

Ci sono comportamenti post-virus che potrebbero risultare nocivi se portati all’esasperazione: chi era portato ad avere una vita ricca e facile sulle spalle degli altri si sentirà più forte per essere scampato alla “pandemia” e si sentirà giustificato a godersi la vita conservando il suo sguardo cinico e seguendo le consuete regole del “chissenefrega se il virus ha fatto dei morti, avevano già problemi e con un piede nella fossa e poi guardiamo i sondaggi sul totale della popolazione…”, certo, basta che non si tratti di tua madre o tua nonna o dei tuoi parenti! Tendiamo sempre a pensare che le disgrazie capitino solo “agli altri”, guardiamo video e tg di mondi lontani quando magari abbiamo un vicino o un amico che sta male, continuiamo a posticipare quella telefonata o lettera perché abbiamo speso il nostro tempo a scrivere messaggini. Ci sentiamo immortali e qualcuno si sentirà ancora più intoccabile…

D’altro canto ci sarà chi ha avuto sempre rispetto per le persone, sarà sollevato pensando che non è arrivata la sua ora e nello stesso tempo dispiaciuto per chi ne è stato colpito, capirà che non siamo immortali e cercherà di rendere più fruttuosa la propria vita facendo del bene; non basta fare gesti eroici (e soprattutto volerli filmare per far vedere agli altri come siamo bravi), basterebbe che ognuno fosse più educato e gentile nel suo quotidiano. Per fare un esempio ho un aneddoto fresco fresco: mio figlio doveva fare una ricerca con un suo compagno cinese e mi sono trovata sul punto di decidere se ospitarlo a casa nostra: viene spontaneo chiedersi, da come è iniziata, se fosse venuto in contatto con parenti durante il Capodanno cinese ed ero titubante (i bambini a quanto pare sono immuni o guariscono sicuramente ma sono dei vettori), già mi vedevo a lanciargli la merendina da 1 metro di distanza… poi mi sono decisa ad invitarlo, non volevo certo essere tacciata di razzismo (che in questo caso non c’entra ma molti lo penserebbero lo stesso) oppure non volevo che fosse considerata una scusa meschina per evitare il compito! Alla fine la madre del ragazzo mi ha mandato un messaggio vocale, alquanto scocciata, dicendo che non si può uscire e basta! Mi sono sentita catapultare in Cina dove se il governo ordina così devi farlo sennò vengono a casa a trascinarti via… sicuramente hanno più rispetto delle istituzioni mentre l’italiano medio tende a fare il contrario di ciò che ordinano i politici! Però c’è modo e modo. Sono d’accordo sul rispetto dell’autorità che a scuola manca abbastanza ma avrei solo desiderato che mi esponesse le sue contrarietà in modo diverso, dopotutto in tanti anni in Italia un saluto, un ciao o un grazie l’avrà imparato… I bambini intanto, che non hanno tutte queste sovrastrutture, si sono già messi d’accordo per svolgere il compito a distanza. Capisco i suoi dubbi ma cosa ci vuole a confrontarsi normalmente? Lo so che ora come ora anche per noi è facile essere contagiati in modo indiretto, dobbiamo andare al lavoro e fare almeno le nostre uscite necessarie, logicamente il “nemico invisibile” si può espandere ed il più delle volte lo fa senza troppo rumore; alla fine saremo così stanchi di vivere come i robot che preferiremo avere un’influenza di una settimana piuttosto che stare per mesi senza poterci abbracciare, parlare, fare sport, mangiare insieme, amare…

Scopriremo che quello che cercavamo lo avevamo già: vivere in un Paese libero e poter decidere tante piccole cose senza che ci vengano imposte, accontentarsi di quello che si ha che è comunque molto. La libertà è già un passo verso la felicità e dobbiamo difenderla senza farci la guerra, dobbiamo imparare a fare dei ragionamenti logici ascoltando prima di tutto i pareri di chi è più esperto senza farci prendere dal panico o al contrario senza agire irresponsabilmente e questo vale per qualsiasi si faccia.

Solo in questo modo avremo un mondo migliore.

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