I disegni dei bambini

Durante l’assemblea della scuola elementare ci hanno riferito che ci sarà un nuovo servizio per controllare che non vi siano bambini dislessici o con qualche altro problema rilevabile attraverso la scrittura. Quella del grafologo è una professione che mi ha sempre incuriosito così pure, sempre nell’ambito della psicologia, chi riesce ad estrapolare eventuali problematiche dai disegni dei bambini, così mi sono documentata per fare un piccolo vademecum pratico che possa servire a noi mamme, naturalmente solo così per curiosità visto che l’ambito è molto vasto e, per casi particolari, bisogna valutare anche il contesto ambientale e familiare. Nel mio sito rimane a livello di gioco e probabilmente servirà solo ad evidenziare o confermare parti del carattere e della personalità di nostro figlio che, da genitori, abbiamo modo di verificare ogni giorno!

  In tutte le culture lo scarabocchio e la scrittura rappresentano un modo di esprimersi universale perciò da come il bambino utilizza lo spazio, il tratto, la dimensione del disegno, i colori possiamo capire quello che sente, come vive la realtà e se ha delle richieste che non riesce ad esteriorizzare con le parole. Di solito disegna quello che suscita in lui emozioni; nel centro del foglio mette quello che ha più importanza e tende ad enfatizzare, disegnandolo più grande di dimensione, ciò che ha un significato affettivo maggiore. Dobbiamo prestare attenzione solo a disegni ripetuti ossessivamente, solitamente certi disegni possono essere la rappresentazione di un umore passeggero!

Dai 10 anni in poi si entra nel realismo visivo per cui incomincia a disegnare non più ciò che sa della realtà ma ciò che realmente vede.

Fino ai 6 anni però è molto più importante l’uso dei colori: un bambino equilibrato e vivace utilizzerà tanti colori (almeno cinque, soprattutto nei toni caldi) mentre un bambino disadattato o con problemi relazionali ne userà uno o due…

Ho visto che gli psicologi si concentrano su alcuni disegni di base: il disegno della figura umana, la casa, l’albero, la famiglia poiché ognuno di essi rappresenta una parte dell’inconscio:

  FIGURA UMANA  LA CASA
COSA RAPPRESENTA Immagine del suo Io e come sente il suo corpo Come si rapporta con gli altri
COME APPARE In genere immagine stereotipata (testa a cerchio + braccia e gambe schematizzate) Può essere accogliente, o “respingente”
COSA OSSERVARE Dimensione, atteggiamento, posizione (davanti e di lato) e nel foglio, vicinanza o meno con altri soggetti, ambientazione Tipo di casa accogliente: grande, ha porta aperta o con maniglia visibile, finestre aperte, sole e alberi intorno e altri particolari;tipo respingente: piccola, chiusa, pochi particolari, colori tenui, strade tortuose, casa in lontananza, recinti, sole dietro alle nuvole…
  L’ALBERO LA FAMIGLIA
COSA RAPPRESENTA Il suo Sé cioè l’essenza della personalità Dinamiche relazionali all’interno della famiglia
COME APPARE Con proporzioni diverse tra radici, tronco e chioma, con foglie o meno Componenti della famiglia con diverse dimensioni e collocazioni
COSA OSSERVARE Dimensioni e proporzioni tra le diverse parti che lo compongono (radici=nucleo d’origine; tronco e chioma=ciclo di crescita e maturazione), collocazione nel foglio, ambientazione Dimensione dei soggetti, collocazione nel foglio, spazio tra i soggetti, ambientazione, struttura formale (forme tondeggianti o spigolose)

In sintesi la figura umana segue l’evoluzione del bambino, in generehappy-stick-girl parte da una forma stereotipata, sempre in posizione eretta e man mano che il bambino cresce si arricchisce di particolari; più che come è disegnata la figura stessa è importante il contesto.

Anche la casa dai 6-7 anni viene disegnata con sempre più particolari all’interno e all’esterno: osservare se ci sono ostacoli e barriere (cancelli, chiavistelli, porte e finestre chiuse, tetto sproporzionato).

L’albero contiene risorse e potenzialità che vengono espresse tramite il ciclo vitale e la forma di tronco e chioma.Cows

Nella famiglia si può verificare se ci sono differenziazioni di ruoli, chi è in primo piano, se altri soggetti sono lontani (gelosia edipica o competizione tra fratelli), svalorizzazione di quello disegnato più piccolo, lontano dal gruppo, soggetto omesso o cancellato…

Se disegna sempre animali (come mio figlio) è importante vedere se sono colorati, in caso che disegni pesci o uccelli significa che è tranquillo mentre gli animali feroci indicano una certa ansia ed aggressività da sfogare (purtroppo nei cartoni mostri e belve feroci ci sono sempre per cui potrebbe essere che deve “digerire” quello che vede in televisione!). Anche tale realtà virtuale occupa uno spazio sostanziale per cui non preoccupiamoci per niente travisando i significati!

I mostri sono spesso presenti come nelle favole, se ci sono ogni tanto servono a sdrammatizzare le ansie, processo che negli adulti avviene con gli incubi notturni.