I sogni, a pagamento, degli autori incompresi

Avete mai sognato di fare il lavoro che vi piace il che equivale a dire fare della vostra passione o attitudine principale la vostra fonte di reddito? In particolare, avete mai sognato di pubblicare un romanzo, una poesia, un componimento, il vostro diario o qualcosa che avete buttato giù di getto o dopo una notte insonne…ma che comunque viene dritto dal cuore? Ecco, non fatevi illusioni: potreste essere presi di mira dai cacciatori di sogni che oggi più che mai, con il tacito aiuto da parte dei social, imperversano sulla rete ed attualmente su Facebook. Parlo dei concorsi a pagamento che non solo si limitano a

chiedere un obolo per le spese di segreteria (20,00 euro…alla faccia! eh, vabbè rischierò di pagare tutti i francobolli dei partecipanti se sarò tra i prescelti, del resto un piccolo sacrificio…). Già sono reduce dalla pubblicazione del mio libro di ricette che mi ha fatto capire, a mie spese, che se non sei già famosa non puoi determinare né il prezzo di vendita né il guadagno, è tutto imposto  perché c’è un minimo da cui parte il prezzo di vendita per poter recuperare le spese di stampa e non solo: ti obbligano a comprare delle copie perché il libro venga messo in vendita e la percentuale che spetta all’autore è davvero irrisoria; alla fine penso che se non hai un appoggio pubblicitario alle spalle convenga pubblicare solo l’e-book che parte da un prezzo economico, almeno così c’è la possibilità che qualcuno voglia provare un libro di un’autrice sconosciuta ma che magari “si fa il mazzo” tra i fornelli più di tante soubrette della televisione (qualche nota autobiografica concedetemela, dopotutto questo blog è anche una specie di valvola di sfogo!).

Se posso essere utile a qualcuno voglio anche mettere in guardia da certe presunte case editrici, ultimamente spopola la pubblicità della Aletti Editore… Organizzano un sacco di concorsi, sponsorizzate da persone famose che si limitano a scrivere una frasetta di incoraggiamento e allora ti fidi, pensi che se dietro c’è addirittura Mogol (come nel caso suddetto) vale la pena provare a mandare i tuoi componimenti, del resto non sono così male rispetto a certe canzoni idiote che si sentono per radio! Guarda caso rispondono appena dopo neanche un mese (sarò solo stata fortunata che me l’hanno letto subito?) dicendo che non sono tra i 60 prescelti (tanto solo uno vince la borsa di studio, pagata da tutti quelli che hanno mandato le cosiddette “spese di segreteria”) ma che se do il mio consenso un mio componimento sarà inserito in una raccolta che uscirà ad aprile. Certo lo sapevo che non avrei vinto ma speravo in questo, avevano accennato ad una pubblicazione…solo che, prima di riuscire a compiere un minimo salto di gioia per la notizia, ecco che andando avanti nella lettura della mail mi si chiede anche un contributo (piccolo particolare glissato in fase di iscrizione): dovrei comprare ben tre raccolte. Oddio, ho speso di più per regalare copie del mio libro ad amici e parenti, ero quasi felice di pagare senonché mi si accende una lampadina: com’è che mi rispondono così in fretta? perché chiedono tutti dei soldi… mai una volta che paghino loro! Consideriamo che se chiedono a tutti la stessa cifra (oltre 50,00 euro, però prezzo scontato, fanno gentilmente sapere!) e ci sono un sacco di autori che solo per pubblicare ci cascano…voilà che per magia ci guadagnano un bel gruzzolo senza fare poi tanta fatica! Scommetto poi che non hanno letto nulla di quello che abbiamo mandato o peggio potrebbe succedere che a Sanremo sentirò la canzone che ho scritto e quello che me l’avrà copiata diventerà ricco e famoso! Non potrò certo denunciarlo perché si sa, l’arte è di tutti e certi pensieri potrebbero venire a chiunque… “Signora, cosa cerca di fare? Mica è un’autrice lei….l’aveva per caso depositata alla Siae? No? Allora la denunciamo noi”. Insomma un vero incubo!

A parte che certe raccolte non le legge nessuno però mi chiedo perché mai dovrei comprarne delle copie se poi non ci guadagnerò niente sulle vendite? Mi sembra un affare a senso unico….

Comunque ho fatto ricerche su Internet e sono venute fuori recensioni di persone con esperienza analoga a cui veniva richiesto molto di più per le pubblicazioni già nel 2010, il che non vuol dire che sia una società seria, semmai le loro tecniche si sono affinate col tempo!

Fanno anche dei corsi e questo non è certo reato ma te la fanno passare come un privilegio parteciparvi; basta avere una docente di scrittura creativa che, se stai a ben guardare, la trovi anche in un corso dell’Università della Terza Età con un contributo assai inferiore!

Mi scorrono davanti agli occhi le scene di quando ero bambina e mio padre firmava avventatamente per una pila di volumi di un’enciclopedia dopo che la rappresentante di vendite porta-a-porta era riuscita ad abbindolarci, credo che l’avremo aperta sì e no due volte per qualche ricerca, entro pochi anni ci sarebbe stato l’avvento di Internet; le truffe peggiori sono però sempre quelle in cui ti dicono “fai questo corso, compra questa cosa e vedrai che alla fine avrai un lavoro!” oppure devi perfino pagare per fare esperienza lavorativa; ho imparato col tempo che quando ti fanno lavorare gratis (a parte certi stages) e che addirittura chiedono dei soldi, pochi o tanti non ha importanza, si chiama sfruttamento. Ho imparato che bisogna prima leggere le clausole dei contratti scritte in codici microscopici (già la loro esistenza provoca in me una certa sensazione di rigetto…) e che quando vogliono farti firmare qualcosa di fretta o per strada per principio devi rifiutarti!

Non sfruttano solo le nostre tasche, quel che è peggio è che sfruttano a loro beneficio i nostri sogni, le nostre migliori aspettative, ci tolgono quello che abbiamo di più bello nei nostri cuori: l’amore e la fiducia nel prossimo. Rimaniamo basiti e sfiduciati, ci sentiamo presi in giro anche se non ci siamo cascati fino in fondo, dopotutto diventiamo autori incompresi non perché non abbiamo talento o doti da condividere ma perché la società ci ha negato di farli venire allo scoperto.

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